Emanuele Filiberto, ‘i gioielli della Casa vanno prima restituiti, poi magari esposti’

I gioielli vengano restituiti ‘a chi di diritto’ ovvero a Casa Savoia e poi, questo è il mio auspicio, siano esposti in una mostra aperta al pubblico
, a Roma alle Scuderie del Quirinale o magari al Palazzo Reale di Torino, come per i gioielli della Casa Reale inglese. Vedrei meno adatto palazzo Koch, sede di Bankitalia, perché deve essere un luogo che abbia legami diretti con Casa Savoia”. E’ la posizione che esprime Emanuele Filiberto di Savoia, raggiunto dall’AdnKronos nell’alba californiana a Los Angeles, sui gioielli che furono consegnati dal re Umberto II di Savoia nelle mani dell’allora governatore di Bankitalia, Luigi Einaudi, il 5 giugno del 1946 all’indomani del referendum istituzionale che vide prevalere la Repubblica sulla Monarchia.

Ribadisce Emanuele Filiberto: “Questi sono gioielli di Casa Savoia, acquisiti da Casa Savoia, non hanno niente a che vedere con il Governo italiano
; e devono tornare agli eredi di Casa Savoia“. Per essere esposti o per essere portati a ‘casa’? “Non deve essere in ballo la restituzione, perché questi gioielli non sono sequestrati dalla Repubblica Italiana, sono semplicemente custoditi presso la Banca d’Italia: come se fossero in una cassaforte”. Ma non potete certo presentarvi…