Effetto “uscita dallo schermo” per l’esausta TeleQuirinale

Al quarto giorno di copertura intensiva ed estensiva di quello che pare “il gioco dell’oca”, con ritorno incerto alla casella Mario Draghi (così dicono tra lo speranzoso e lo spazientito un paio di conduttori), il cosiddetto circo mediatico mostra segni di sindrome da “Rosa purpurea del Cairo”, il film di Woody Allen in cui il personaggio dello schermo a un certo punto esce per fare un giro nella vita reale (indizio: alcuni cronisti di carta stampata avvistano la conduttrice de “L’Aria che tira” Myrta Merlino in Transatlantico, mentre altri si interrogano sulla battuta di Bruno Vespa non a “Porta a Porta” ma in carne e ossa davanti a Montecitorio, dopo la comparsa del suo nome su qualche scheda: mi aspettavo più voti, che sofferenza).

 

Tuttavia nulla può il wishful thinking del “dai che domani forse finisce” contro l’insofferenza da quarto scrutinio, prima e dopo il quale si tenta di decrittare il magma del “che cosa fa davvero Matteo Salvini”, ché il leader della Lega pare aver incontrato addirittura il diplomatico Giampiero Massolo, già capo dei Servizi Segreti, e su La7  c’è di che trasalire: anche Massolo, dopo Elisabetta Belloni? Ed è come se un’ombra 007 si allungasse sul Colle, e però poi dalla Lega arriva l’ennesimo…