ecco cosa significano i referendum»- Corriere.it

Il politologo russo Yakovina commenta i referendum per l’annessione di regioni ucraine in Russia: «Nessuno riconoscerà l’esito. Ma con questa farsa potrà dire subito che l’operazione militare è finita, che a “liberato” le terre che voleva»

DAL NOSTRO INVIATO
KIEV — C’era da aspettarselo?

«Sì. Putin ha almeno tre buoni motivi per indire adesso i referendum. Primo: anche nel Donbass ha cominciato a perdere e teme di doversi ritirare, come da Kharkiv. La situazione militare dei russi è pessima e circola l’impressione che stiano perdendo. Secondo: l’arena internazionale s’è fatta più difficile e a Samarcanda, per la prima volta, c’era un Putin più debole. Non s’era mai visto che i cinesi o gl’indiani gli mancassero di rispetto: Modi gli ha detto chiaramente di non condividere la guerra, quella parte di mondo si sta spostando sulle posizioni occidentali. Terzo: Putin è in difficoltà anche all’interno, è criticato, i falchi lo vogliono più duro. E il referendum verrà venduto come un risultato».

Ivan Yakovina sa di che cosa parla: fino al 2014 era un analista politico (mal tollerato) a Mosca; con l’annessione della Crimea, venne in Ucraina; a 42 anni, ha un programma sulla tv pubblica ed è uno dei più influenti blogger.

La scelta di Putin…