è capace, ma non si decide prima- Corriere.it

di Marco Cremonesi e Paola Di Caro

La leader di FdI frena la richiesta della Lega di anticipare la lista dei ministri: «Al massimo uno o due, prima i risultati». E Berlusconi torna a parlare di «un nuovo miracolo italiano»

I tavoli del centrodestra proseguono senza apparenti scossoni, ma con possibili novità. Il primo, quello sul programma, non vede scogli insormontabili (da definire soprattutto le proposte sul fisco) e sul tema delle alleanze internazionali Giorgia Meloni si dice sicura: «Siamo più uniti degli avversari, su tutto. I timori internazionali? Mi sembra che siano alimentati a sinistra… La verità è che conviene a tutti noi essere fedeli alle alleanze internazionali. E anche sulla questione delle armi in Ucraina: se l’Italia non le manda, nella sostanza non cambia niente, ma restiamo il Paese spaghetti e mandolino. Se invece onoriamo i patti, possiamo pretendere molto in cambio».

Più complicato il lavoro al tavolo delle candidature, che ieri ha cominciato ad entrare nel vivo con la divisione dei collegi in sei fasce, dai certi agli impossibili. Parallelamente i leader si occupano di squadra di governo e strategie. Al segretario della Lega, che anche ieri ha insistito sull’