«È andato tutto bene», il tema del suicidio assistito senza pietismo o commozione (voto 7½ )- Corriere.it

di Paolo Mereghetti

Il francese Ozon dirige una prova magistrale di Marceau e Dussollier

Bisogna ammettere che Ozon
non finisce mai di sorprendere, per la varietà delle storie al centro dei suoi film (tornando indietro nel tempo: i turbamenti erotici di un adolescente, lo scandalo che ha travolto la chiesa lionese, un thriller erotico su due fratelli gemelli, la liberazione sentimentale di una «vedova» di guerra. E sono gli ultimi di una filmografia che ha superato i venti
lungometraggi) ma soprattutto per le qualità mai appariscenti ma sempre efficaci con cui porta quei soggetti sullo schermo. A volte offrendo il destro a qualche critica (come nel troppo ambizioso
«Doppio amore», sullo psicoanalista con un fratello gemello) ma più spesso dimostrando impeccabili qualità di narratore e di ritrattista («Grazie a Dio», su un prete pedofilo e le sue vittime, affronta con tema rischioso come meglio non si potrebbe). E tornano in mente quei professionisti hollywoodiani capaci di adattarsi a ogni genere e mettersi al servizio della sceneggiatura e dello spettatore, disposti anche a sacrificare le loro ambizioni autoriali per l’efficacia del risultato finale.


Proprio come in quest’ultimo «È andato tutto bene»
, passato all’
ultimo Cannes
ingiustamente in…