Draghi torna dall’America e si arrabbia: “Sul Pnrr basta sabotaggi”

Il ddl Concorrenza è ancora impantanato. Le manovre di Lega, Forza Italia e Pd per bloccare la messa a gara delle concessioni balneari. Prima la richiesta di una nuova proroga di 5 anni, poi l’idea di ricorrere al golden power. Le avvertenze della Commissione europea e l’ira del premier, che ora vuole un chiarimento dai leader politici. L’ipotesi della fiducia

Più che una furbizia, nella bugia innocente c’era forse  premura. Che insomma  il “capo ufficio”, come lo chiamano i suoi collaboratori, aveva da pensare alla guerra, al colloquio con Joe Biden, all’incontro con Janet Yellen, e starlo ad angustiare con le lagne dei balneari pareva di un sadismo innecessario. Per cui “tranquillo, presidente”, gli era stato detto, “sul ddl Concorrenza è tutto a posto”. E così al suo ritorno, quando Mario Draghi s’è accorto che a posto non è, e che il confronto coi partiti è sempre impantanato lì, spiaggiato, le rassicurazioni tradite si sono tramutate in collera: “Ma non è possibile”.  Del resto i giorni che dovevano essere di mediazione s’erano risolti nel solito stallo, non privo di provocazioni. Al punto che l’ultima versione presentata a Palazzo Chigi dai relatori di maggioranza prevedeva addirittura l’applicazione del…