«Draghi resti. Lui eletto al Quirinale? Solo con tanti voti al primo scrutinio»- Corriere.it

di Cesare Zapperi

Il presidente leghista del Veneto: «Oggi è meglio evitare un cambio in corsa. La pandemia? Un’esperienza terribile, ma altamente formativa, come racconto nel mio libro. Adesso serve l’autonomia perché l’Italia entri davvero nella modernità»

«È una fase cruciale per il Paese. Il Pnrr è l’ultimo treno che ci può far cambiare pelle e portare nella modernità. La Lega ha fatto una scelta importante, la più difficile e impervia, entrando in questo governo. Ma ha deciso di non stare sugli spalti a guardare, bensì di entrare in campo. Perché questo è il governo che può cambiare l’Italia».

Presidente Luca Zaia, sta forse dicendo che il premier Mario Draghi deve portare avanti il suo compito fino al termine della legislatura (2023)?

«Noi siamo convintamente con lui, non abbiamo piani B — risponde il governatore leghista del Veneto — Sono tra quanti hanno sostenuto la nascita di questo esecutivo e ha creduto nella scelta di una figura come Draghi. Ha dato standing internazionale al Paese, ci ha consentito di rialzare la testa. È uno che decide, virtù rara che ha dato al suo governo un profilo innovativo per le consuetudini italiane».

E quindi non va distolto da quel che sta facendo?

«Esatto. Detto che febbraio, quando si…