«Dopo il ciclismo corro in politica. La mia priorità? Basta strade con trappole mortali»- Corriere.it

di Marco Bonarrigo

Il trionfo nel fango alla Parigi-Roubaix, dopo sei mesi l’infarto che lo costrinse allo stop. Ora l’ex campione bresciano si candida con Forza Italia alle Regionali lombarde. «Ho accettato a patto di occuparmi principalmente di sport»

«Non ricordo nulla da 80 metri prima del traguardo al giorno dopo la gara. Mi hanno salvato la vita e poi operato ottimi medici del servizio pubblico. Il trofeo della Roubaix, invece, è in bacheca, ora vorrei far politica per occuparmi degli altri come loro si sono occupati di me». Lo scorso marzo un defibrillatore e un medico salvarono la vita a Sonny Colbrelli al Giro di Catalogna, ma sancirono anche il suo addio al ciclismo a 6 mesi appena dal suo più grande trionfo, quello alla Parigi-Roubaix.

Colbrelli, oggi lei corre con Forza Italia al Consiglio regionale lombardo. Come è nata la candidatura?

«Me l’ha chiesto un amico, il senatore Adriano Paroli. Ho detto di sì a patto di potermi occupare sopratutto di sport».

«Invogliando i bambini all’attività fisica per combattere l’obesità e la dipendenza da telefonini e videogiochi e togliendoli dalle brutte compagnie. A me il ciclismo ha raddrizzato una vita che poteva mettersi male. Sport è salute, sicurezza, crescita personale».

Da cosa…