Donbass, cento osservatori stranieri ai referendum, due sono italiani- Corriere.it

di Alessandra Muglia

Alcuni «controllori» vengono da Romania, Venezuele, Togo e Sudafrica. I nostri connazionali sono Gianfranco Vetusto, direttore del portale Russia News, e il freelance Eliseo Bertolasi

«In Ucraina c’è la guerra perché Mosca si è sentita minacciata e accerchiata e ci sono i referendum per consentire a migliaia di persone di tornare a casa». Con queste convinzioni e chissà che altro, oltre un centinaio di stranieri si sono prestati ad andare nel Donbass per «certificare» la correttezza del referendum di annessione alla Russia.

Nessun imbarazzo a fare da «osservatori», come li definisce la Tass, in un voto non riconosciuto dalla comunità internazionale, che l’ha bollato una «farsa», e quindi privo di «testimoni» Onu o di altre autorità riconosciute a livello globale. Solo l’orgoglio di partecipare a un «evento storico», come hanno dichiarato alcuni di loro davanti alle telecamere russe.

Tra questi «controllori» stranieri, alcuni provenienti da Romania, Venezuela, Togo e Sudafrica, ci sono anche due italiani. Uno è Gianfranco Vestuto, napoletano e leghista della prima ora, 62 anni, da dieci direttore del portale Russia News. Intervistato «sul campo» da una tv di Mosca, lo si vede in giacca blu, cravatta e camicia bianca…