Dolorosa ammissione su Conte e la sua leadership pericolosa ma di successo

Nonostante i disastri, il suo M5s ha oggi tutto quello che il Partito democratico cerca e non riesce ad avere: leadership, base sociale, obiettivi chiari. Ecco perché i dem, attenti a non farsi fagocitare dal contismo, dal contismo hanno pure qualcosa da imparare

E’ dura da ammettere, è doloroso riconoscerlo, ma Giuseppe Conte, purtroppo, ci sa fare. E l’inizio di questa legislatura, se possibile, lo ha persino confermato. In che senso? Provate a mettere da parte le sue idee e concentratevi sui risultati. Ha portato il Movimento 5 stelle, alle elezioni, a un risultato infinitamente inferiore a quello del 2018, 18 per cento contro 33 per cento, ma a un risultato infinitamente superiore a ogni più rosea aspettativa, e nessuno avrebbe scommesso, in campagna elettorale, che il M5s sarebbe arrivato a un soffio dal Pd, partito che ora il M5s ha persino superato nei sondaggi. Ha rottamato, per meriti propri e per demeriti altrui, un’intera classe dirigente facendo, un po’ grazie alle scissioni e un po’ grazie alle regole del Movimento, quello che neppure il più famoso rottamatore, Matteo Renzi, è riuscito a fare nel suo partito, e dunque: via Roberto Fico, via Alfonso Bonafede, via Luigi Di Maio, via Alessandro Di Battista, via Laura Castelli,…