Dimissioni Boris Johnson, l’Ucraina perde l’alleato di ferro. E Mosca esulta. Il Cremlino: non ci piace- Corriere.it

di Andrea Nicastro

Dai primi di marzo Johnson ha inviato armi e imposto le sanzioni economiche più stringenti. La sua intelligence ha svolto un ruolo importante nella guerra

KIEV
DAL NOSTRO INVIATO – Se gli ucraini avessero potuto votare, Boris Johnson sarebbe ancora in carica. E con poteri assoluti. L’ex premier britannico è il politico più popolare in Ucraina dietro solo (forse) al video-presidente Zelensky. Almeno a parole, Boris ha superato ogni precedente storico nel sostegno a un Paese straniero. Se Kennedy si sentiva «un berlinese», lui salutava la gente per strada con «slava ukraini», gloria all’Ucraina. A Kiev gli hanno ucrainizzato anche il nome tanto lo sentivano dei loro: Borys Johnsoniuk.

Amore corrisposto e conquistato giorno per giorno. L’ex premier è stato uno dei primissimi leader a visitare Kiev a metà aprile e tra i più espliciti e risoluti sostenitori della resistenza ucraina
. Dai primi di marzo ha inviato armi e imposto sanzioni economiche ancora più stringenti di quelle concordate dagli Usa per i suoi alleati. La sua intelligence ha svolto un ruolo importante nella guerra, organizzando e passando le informazioni raccolte da ogni fonte umana e tecnologica a disposizione.

In cambio di tanta dedizione, l’Ucraina gli ha offerto…