dietro i referendum si fa più forte la minaccia nucleare- Corriere.it

di Giuseppe Sarcina

L’amministrazione Biden osserva con apprensione le mosse di Mosca: se i territori del Donbass venissero annessi, ogni attacco ucraino potrebbe rientrare nella «dottrina difensiva» della Russia che prevede anche l’uso di armi atomiche. E l’allerta del Dipartimento di Stato sta salendo di livello

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
WASHINGTON — L’amministrazione Biden segue con apprensione le mosse di Vladimir Putin.

In queste ore il leader russo ha dato il via libera a una serie di referendum
per consentire l’annessione forzata, totalmente illegale sul piano del diritto internazionale, dei territori occupati dall’esercito: Kherson, Lugansk, Donetsk e perfino nella regione della centrale nucleare di Zaporizhzhia.

Le consultazioni-farsa si dovrebbero tenere già nei prossimi giorni.

Il Cremlino accelera nel tentativo di scoraggiare la controffensiva ucraina.

Lo stesso Putin ha fornito la chiave di lettura: la «dottrina difensiva» della Russia prevede anche l’uso delle armi nucleari se «viene minacciato il territorio nazionale».

In questo caso stiamo parlando di ordigni tattici, con un raggio di azione di 1,5-2 chilometri, ma dall’impatto comunque devastante.

Domenica sera, in un’intervista a 60 minutes della tv Cbs, Biden aveva avvertito i…