«Devo pagare i crediti». L’Italia e l’analfabetismo visti da uno sportello- Corriere.it

di Ernesto Galli della Loggia

Il racconto di un impiegato in un ufficio postale: «Moltissime persone non capiscono la differenza tra mittente e destinatario, o tra rendimento netto e rendimento lordo»

A questo punto è alquanto inutile continuare a dibattere sul «merito» nel campo dell’istruzione: con tutti i fraintendimenti del caso e l’immancabile accusa mossa a chi la pensa in un certo modo di essere un «nemico del popolo». Anche perché dibattere sui principi ha sempre qualcosa di astratto. Meglio un bagno nella realtà come quello che ci offre il brano della lettera seguente. L’autore è un giovane ricercatore per il quale, tuttavia, l’università italiana non è stata capace di trovare un posto. E che quindi oggi lavora come impiegato in un ufficio postale dell’Italia settentrionale.

Per valutare i risultati della nostra scuola mi sembra che le sue parole (anonime per obbedire alla sua richiesta) valgano mille volte più che una faziosa discussione tra dotti. Un anno a contatto con «il pubblico» italiano (lascio da parte gli immigrati, un capitolo a parte) mi ha mostrato una realtà al limite dell’incredibile. Il bollettino, la dichiarazione, la richiesta che mi passano sotto gli occhi sono nella maggior parte dei casi tormentati da una