«Deve essere rianimato anche contro la sua volontà»- Corriere.it

di Margherita De Bac

Pubblicate le risposte del CNB ai quesiti formulati dal ministero della Giustizia. La maggioranza: «In carcere la legge sul testamento biologico può essere disattesa»

Può essere mantenuta in vita una persona in regime carcerario anche se ha espresso la volontà di non essere rianimata.

È questa la posizione di maggioranza del Comitato Nazionale di bioetica, in risposta ai quesiti formulati dal Ministero della Giustizia il 6 febbraio.

La questione riguarda il caso di
Alfredo Cospito, il detenuto anarchico soggetto al regime carcerario «duro», il 41bis.

Favor vitae

Anche se i quesiti non facevano riferimento a lui è stato lo stesso ministro Carlo Nordio in audizione alla Camera ad affermare di aver incaricato il CNB di esprimersi sulla vicenda. Ha prevalso tra i bioeticisti la linea del favor vitae . In minoranza quelli che, compresa la federazione dei medici, avrebbero voluto fosse rispettata la legge 219 sulle disposizioni anticipate di trattamento. Sul piano etico, scrivono 19 esponenti di maggioranza del Comitato, è ammissibile «che il medico non è esonerato, nel caso di imminente pericolo di vita e quando il detenuto non sia in grado di esprimere la sua volontà attuale, dal porre in essere tutti gli interventi atti a salvare la…