«Decisione di saggezza (un po’ medievale) allontanare Andrea dalla famiglia»- Corriere.it

Alberto Repossi che visse il processo sulla morte di Diana, suo l’anello che Dodi scelse per Lady D, parla con il Corriere: «Il principe ha risorse per cavarsela»

Alberto Repossi è entrato nella storia di Diana, e dei Windsor. Il gioielliere ha testimoniato al processo sulla fine di Lady D, per l’anello di «fidanzamento» che Dodi comprò prima della tragedia nel 1997. Mentre si riaccendono i riflettori su un altro caso Royal, parla con il Corriere.
Cosa ricorda, dottor Repossi, di quel processo giudiziario?

«Dalla famiglia Windsor, nessuna pressione. Fedeli al motto never explain, never complain. Mai spiegare, mai lamentarsi. Ma l’establishment attorno alla Ditta si diede da fare per monitorare che tutto in udienza procedesse su binari sicuri». Diana, e ora Andrea. Con la regina che l’ha lasciato al suo destino. Che ne pensa?

«Una scelta di saggezza quella della sovrana che prende le distanze dal figlio, in fondo il principe ha risorse, non certo solo lo chalet in Svizzera, con le quali regolare i conti del processo. Certo, la vicenda rivela un atteggiamento un po’ «medievale» nella gestione del potere. Voglio dire, per secoli han fatto ciò che hanno voluto ma con i nuovi mezzi di comunicazione han dovuto cambiare».
Il processo alle Royal Courts of…