Dall’Occidente “satanista” alla minaccia della bomba nucleare: che cosa ha detto Putin nel discorso sulle annessioni in Ucraina

MOSCA – Alle 15 il countdown sulle televisioni russe si interrompe. Scatta l’ora “x” dell’atteso discorso di Vladimir Putin che, con quattro firme, rivendica il dominio russo su un sesto dell’Ucraina e cambia ancora una volta la storia e la geografia. La sala di San Giorgio del Gran Palazzo del Cremlino è gremita di membri del governo, deputati, senatori, vari esponenti della nomenklatura, nonché rappresentanti religiosi. Manca soltanto il patriarca Kirill: malato di Covid. Il presidente russo arriva con consueto ritardo.

L’Occidente satanista

Il “corposo discorso”, così lo aveva preannunciato il portavoce Dmitrij Peskov, una delle invettive più antiamericane pronunciate da Putin in oltre un ventennio al potere, inframmezzato da applausi e standing ovation, dura poco meno di un’ora. Il leader del Cremlino si scaglia contro l’Occidente “satanista”, che mente “come Goebbels”, che vuole trasformare la Russia in una “colonia” e in una “folla di schiavi senz’anima” e preservare a tutti i costi “il sistema neocoloniale che gli permette di fare il parassita e, di fatto, di depredare il mondo a spese del potere del dollaro”. “Vogliono vederci come una colonia”, continua incolpando “gli anglosassoni” di essere dietro ai…