«Dalla cena di Gava alla strage di Capaci. Così fallirono i candidati del ’92 »- Corriere.it

di Giovanni Bianconi

I tentativi di Forlani e Andreotti. Poi Scalfaro

«Andreotti cominciò a parlare e disse: “Davanti alla candidatura di Fo
rlani io mi sono fatto doverosamente da parte, ma ora che è tramontata non credo sia ingiustificata la mia”. Io pensai tra me: Ma la candidatura di Forlani l’hai fatta tramontare tu, con i tuoi franchi tiratori…».

Fu un dialogo franco ma pieno di «non detti» quello tra Giulio Andreotti e Claudio Martelli, il pomeriggio del 23 maggio 1992, in una stanza del gruppo democristiano a Montecitorio; il primo capo del governo con l’aspirazione di diventare presidente della Repubblica, l’altro vicepresidente del Consiglio e ministro della Giustizia, nonché — in quei giorni — ambasciatore del segretario socialista
Bettino Craxi
nelle trattative per l’elezione del nuovo capo dello Stato.

Qualche cecchino contro Forlani c’era stato anche nel Psi.

«È vero, la sinistra di Claudio Signorile e, in misura minore, gli amici di Rino Formica; ma il ruolo preponderante per affossare il segretario della Dc l’avevano giocato proprio gli andreottiani, con la regia di Palo Cirino Pomicino».

Nemmeno questo disse ad Andreotti?

«No, andai al merito della questione. Gli spiegai che non eravamo in grado di garantirgli la…