Dal mezzo anglofono Draghi alle liste di Salvini: ecco l’italiano dei leader

Il professore Cortellazzo dell’Accademia della Crusca racconta la lingua dei politici. Dall’italiano con gli occhiali di Letta all’avvocatese di Conte. Senza dimenticare Meloni “aggressiva, ma non volgare”

Parlano lingue diverse. Ecco perché non si capiscono tra loro. Il governo di unità nazionale è composto da tanti idiomi. Quelli dei leader. Quasi tutti si trovano in maggioranza, eccetto uno all’opposizione. Dietro allo stile, che quasi mai è dolce e novo, si nascondono fratture e fortune. In principio fu il verbo, poi i sondaggi. E allora si capisce anche perché il premier Mario Draghi abbia problemi di comunicazione con gli alleati: lui parla e loro non comprendono. E viceversa. Aborigeno, ma io te che abbiamo da dirci? Fa notizia il bel tacer, come quello di Silvio Berlusconi. L’uomo-rivoluzione del linguaggio in tutte le sue forme conta poche apparizioni pubbliche, ormai, dopo mille battaglie e l’oscar dell’innovatore della S Seconda repubblica. E’ entrato nei libri. Tuttavia, gli altri protagonisti del Bar sport Parlamento tengono il microfono ben acceso.
  
Oggi e domenica al Teatro Due di Parma si ragionerà sulla lingua italiana. Il festival si chiama “Volgare illustre”. E’ la conclusione di un progetto scientifico. A…