Dakar, Vespa, Rolls-Royce, Fiat Panda, Renault 4: i mezzi più strani che l’hanno corsa

All’inizio la Dakar era una roba da avventurieri veri. Thierry Sabine, il suo inventore, l’aveva immaginata così dopo essersi perso nel deserto. Si correva con ogni mezzo per il piacere di scoprire Paesi incontaminati, per il gusto dell’adrenalina, per il desiderio di andare controcorrente. Fra i primi in assoluto a iscriversi alla prima edizione del rally, nel 1979, c’erano i fratelli Claude e Bernard Marreau. Avevano già girato il mondo in macchina realizzando un documentario con una telecamera amatoriale, il film venne premiato a Cannes. Dopo un’instancabile trattativa con Sabine riuscirono a ottenere uno sconto sulla quota di iscrizione (pari a 8 mila euro di adesso). Figli di un garagista di Nanterre, si presentarono a Parigi su una Renault 4L completamente trasformata (da loro) dopo oltre 700 ore di lavoro. Montava un motore della R5 Alpine da 137 Cv da rally e aveva quattro ruote motrici. La R4 volava sugli sterrati, i Marreau conclusero la gara al quinto posto assoluto. E vinsero il raid nel 1982 con una Renault 20. Anche quella era uscita dall’officina di Nanterre.