Dai suicidi in carcere alla riforma della Giustizia, un’agenda necessaria per le elezioni

Gli ultimi due suicidi, Poggioreale e Secondigliano, sono di pochi giorni fa. E portano da gennaio a oggi a quota 48 un elenco tragico e soprattutto incivile. Poche ore prima il Dap aveva emanato una nuova circolare, “prevenzione delle condotte suicidiarie delle persone detenute”. Il momento più grave è sempre l’estate, ma questa torrida estate di campagna elettorale è peggio delle altre. Anche perché carceri e suicidi non fanno notizia, e non interessano nulla alla politica. La storia di Donatella Hodo, la giovane suicidatasi a Verona per cui il magistrato di sorveglianza ha chiesto scusa, mettendo sotto accusa la logica stessa del sistema di detenzione, ha bucato l’indifferenza, ma non certo per la sua particolarità. E’ invece tipicità. Ma basterebbe ricordare l’ostilità di molti partiti (populisti/giustizialisti) ma anche la freddezza di quelli che a parole si definiscono garantisti nei confronti dei pur limitati tentativi di riforma della ministra Cartabia a dimostrare quanto questa emergenza sia fuori agenda.

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