«Da Telefoggia al Nord, anche nella vita siamo stati scrocconi»- Corriere.it

di Giovanna Cavalli

Il duo in tv che gira il mondo a spese dei vip: «Ci ispiriamo a due tifosi del Foggia incontrati su un bus». «La nostra prodezza? Totti con un capitone in mano. Anche Antonio Conte con noi si lascia andare, alla fine è un terrone»

Vi siete conosciuti a 10 anni.


Amedeo: «Pio era una creatura tutta tonda, non si sa bene come riuscisse a deambulare».
Pio: «Lui invece era un batuffolo di pelo nero».
Amedeo: «Mi sono sviluppato presto, grazie a Colpo Grosso».


Amici subito.


Pio: «Due bambini atipici, per fisicità e provenienza, capimmo presto che non ci avrebbero mai presi sul serio. Primo lavoretto: vendere le palme benedette, già tre mesi prima di Pasqua».
Amedeo: «Che poi erano più che altro le palme di Benedetto, il tizio che ci aiutava a tagliarle. Passavamo porta a porta. Pagamento in nero».

Ma la storia che siete nati nello stesso reparto di maternità di Foggia, a cinque giorni di distanza, in due culle vicine, è una fandonia che propinate ai giornalisti?

Pio: «No, è vera, l’abbiamo scoperto dodici anni fa».
Amedeo: «Esiste una foto, l’hanno ritrovata le mamme, una carrambata, compare pure nella sigla di Emigratis». Già, la trasmissione cult (prime tre edizioni su Italia 1, l’ultima su Canale 5) in cui Pio…