Da Monza a Sesto San Giovanni: il risiko delle amministrative per conquistare la Lombardia

Per governare la regione nel 2023 occorre (anche) vincere nei 128 i comuni in cui si vota a giugno. Con un occhio ai tre capoluoghi a guida centrodestra e alle 27 città sopra i 15mila abitanti, che potrebbero restituire equilibri nuovi

Per conquistare la Lombardia occorre vincere più di cento battaglie (dialettiche, ça va sans dire): una per ogni comune coinvolto nell’ultima tornata di amministrative sul territorio regionale. È in quest’ottica che i signori della politica e i grands commis d’état lombardi si preparano al 12 giugno, data delle elezioni in 128 province dell’Impero. Una serie di contese locali che vanno a formare le prove generali per le regionali del 2023, quando i partiti si affronteranno in campo aperto per piantare il loro vessillo in un Land da 10 milioni di abitanti (il doppio della popolazione residente in Danimarca, per rendere l’idea) dove il centrodestra, tra alti e bassi, esercita da 30 anni la sua egemonia.

 

In questo risiko, come dicevamo, sono 128 i territori da conquistare. Tre di essi sono capoluoghi di provincia: Monza, Lodi, Como, tutti governati dal centrodestra, che in questo caso giocherà in difesa. Nel centro brianzolo Dario Allevi (Forza Italia) mira alla riconferma con una solida…