Crollano le balle propagandate, un mucchio di frottole smascherate da guerra e Covid: mainstream nel sacco

Quest’oggi volevo parlare dell’ipocrisia. Dell’ipocrisia nel formare il senso comune, l’opinione pubblica del nostro Paese, l’opinione pubblica anche a livello internazionale. Pensate al tema dell’ambiente, della cosiddetta riconversione ecologica, del green. Per trent’anni, dico anche giustamente, è stata posta attenzione ai temi ambientali. Le colpe sono svariate, però spesso si è spinto sui comportamenti individuali quasi fossero i veri colpevoli. Mentre per esempio nessuno ci ha raccontato che l’inquinamento nel mondo è prodotto al 70% dalle prime cento multinazionali. È stata creata addirittura la figura mitica di Greta Thunberg, che adesso però viene messa da parte. È arrivata la guerra, la guerra tra gli Stati Uniti e la Russia, tra la Nato e la Russia, con la povera Ucraina messa in mezzo, ebbene adesso l’energia può essere prodotta tranquillamente da fonti fossili, da fonti inquinanti, coi rigassificatori e con le cose più terribili che negli ultimi trent’anni ci hanno raccontato che dovevano essere scartate. In un attimo.

Come in un attimo avrete notato anche la cosiddetta stabilità dei mercati, il debito, tutte le vicende di ogni Stato. Vi ricordate quando ci hanno…