Covid e notizie false, cosa rischia chi le diffonde?

Notizie false sul covid, da due anni ne circolano diverse. La maggior parte delle fake news si spegne dopo breve tempo, non appena passata l’onda emozionale del momento (come quella sui danni creati al cervello dai tamponi e dall’avvelenamento per insufficiente ossigenazione causata dalle mascherine) si legge su laleggepertutti.it che ricorda come il vero problema sia che molte di esse hanno ampia diffusione e hanno convinto molti a essere scettici nei confronti della scienza e dei comunicati ufficiali, al punto di rifiutare i vaccini e le cure mediche, così mettendo a rischio la propria salute e la loro vita.

Ma cosa si rischia a diffondere e propagare notizie false sul Covid? Per farle circolare basta poco: è sufficiente condividere un post sui social o riportarle in una chat di gruppo (anche se i principali social network, come Facebook e Instagram, hanno posto dei paletti per impedire la circolazione di queste bufale, e nei casi più gravi le oscurano oppure avvertono l’utente che si tratta di fake news). In realtà esiste una norma del Codice penale che, pur risalendo al 1930, è tuttora vigente e sembra pensata apposta per impedire questo fenomeno: è un reato che si intitola ‘Diffusione di notizie false e…