Così Meloni rischia di insabbiarsi nel sovranismo da cui tentava di liberarsi

Sembra un gioco delle parti. Il suo braccio destro Giovanbattista Fazzolari attacca la Banca d’Italia insinuando che critichi la manovra perché fa gli interessi delle “banche private”, ma Palazzo Chigi corregge il tiro dicendo che non è in discussione l’autonomia di Via Nazionale. Poi Giorgia Meloni appiana lo scontro istituzionale dicendo che “sulle grandi voci della manovra non ci sono critiche sostanziali da parte di Bankitalia”. Però, contemporaneamente, un fedelissimo come il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida manda un mezzo avvertimento, dicendo che i vertici di Bankitalia dovrebbero “estraniarsi dall’appartenenza politica e avere con terzietà una dialettica con il governo”.

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