Così Landini è diventato il barbaro che il Pd non sa romanizzare

La feremzza di Draghi: “Il tuo, Maurizio, è benaltrismo”. La diplomazia di Letta, sulla faglia di uno scontro tutto interno alla sinistra. E spetta proprio a Provenzano e Orlando, gli amici traditi dal leader della Cgil, proporsi come mediatori. Il nervosismo di Guerini

Ai maliziosi parrà quasi una nemesi. Che tocchi cioè proprio a chi più lo ha coccolato doversi sforzare ora di ricondurlo alla ragione. E infatti Andrea Orlando non attende che sia l’alba, per esprimere il suo stupore di fronte allo sciopero voluto da Maurizio Landini, insieme con Pierpaolo Bombardieri. E allo stesso modo Enrico Letta, lascia che a gestire la diplomazia coi due leader di Cgil e Uil sia il suo vice, Peppe Provenzano. Sono loro, il ministro e il responsabile area del Nazareno, le due massime autorità del Pd sul tema del lavoro che sono anche i due alfieri della sinistra interna, della via corbiniana alla giustizia sociale, a ritrovarsi sulla faglia. Anche perché da Palazzo Chigi, già in mattinata, hanno comunicato a tutti i diretti interessati che di spazio per la mediazione non ce n’è.

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