«Così creo i look di Jovanotti, Måneskin e Morandi. Ma la vera stella è Favino»- Corriere.it

di Elvira Serra

La prima bambola della figlia? «Dono di Orietta Berti». Il look più bello di sempre «quello di Raffaella Carrà disegnato da Luca Sabatelli per Io non vivo senza te»

Cosa dobbiamo aspettarci con Morandi?

«Non sarà uno stravolgimento, ma una celebrazione. Ormai ha solcato il palco dell’Ariston di Sanremo in ogni veste: in gara, da ospite e come conduttore».

Come nacque il look dei Måneskin per la finale?

«A me piace elevare un’idea a un livello al quale l’artista da solo non potrebbe arrivare. Zitti e buoni era un pezzo crudo in cui i ragazzi avrebbero potuto esprimere, con il look, anche la loro essenza luminosa e glam: un mix tra i T. Rex e Cher al Met Gala del ‘74. Loro sono bellissimi e hanno carisma, ma le sarte di Etro hanno fatto un lavoro incredibile, ricamando interamente a mano quel tulle così sottile, creando abiti di alta moda».

Sono rimasti al gruppo?

«Non lo so. In generale sì, ma per esempio quelli creati per Achille Lauro al Festival ora sono nel Museo di Gucci» (qui le pagelle ai brani in gara).

Un altro «suo» artista.

«È una persona molto aperta, sa ascoltare. Mi piace che mi abbia dato fiducia e libertà, oggi rare. Con Achille lavoro in modo diverso: facciamo tavole creative con il manager Angelo…