cos’è la «voluntary disclosure»- Corriere.it

Al centro del puzzle della Legge di bilancio manca ancora il numero che dovrebbe sostenere tutti gli altri: quanto gettito produrranno nel 2023 i condoni fiscali previsti, in modo da coprire almeno per un anno parte delle spese in più e delle entrate in meno. Se l’obiettivo di disavanzo al 4,5% del prodotto lordo sarà mantenuto dipende dal quel dato, oltre che da eventuali nuovi sussidi al consumo di energia da marzo in poi.
Quel numero non filtra e molti degli addetti ai lavori affermano di non conoscerlo. Potrebbero essere sinceri: niente è difficile da stimare come l’adesione a condoni e sanatorie. Forse anche per non lasciare niente di intentato nel raccogliere gettito senza aumentare le tasse – secondo persone coinvolte – il governo lavora dunque a una misura in più nella vasta famiglia dei perdoni fiscali. Neanche questa è nuova: una «voluntary disclosure», ossia l’opportunità di regolarizzare patrimoni all’estero mai dichiarati.

Cos’è la «voluntary disclosure» e come funziona

Si lavora a un modello simile a quello della legge 186 del 2014 del governo di Matteo Renzi. Chi dichiara fondi all’estero sarebbe al riparo da contestazioni penali o multe, ma dovrebbe versare tutte le somme dovute al fisco almeno negli ultimi cinque anni. In quel caso…