Cosa vuol dire un Salvini al Viminale? Ripassino per non dimenticare

Salvini al Viminale? Scusate, ma di che diavolo stiamo parlando? Da qualche giorno a questa parte, il dibattito interno al centrodestra ruota attorno a un problema magnificamente affrontato da Salvatore Merlo sul Foglio di mercoledì. Il centrodestra è in vantaggio, ok, i sondaggi vanno bene, ok. Ma Salvini, in caso di vittoria, dove cavolo lo mettiamo? Salvini ha tentato di rompere il ghiaccio e si è autocandidato laddove ha già operato: il Viminale, what else. In molti in questi giorni hanno tentato di motivare l’incompatibilità di Salvini con il Viminale scommettendo sulla carta del razzismo, della xenofobia, della minaccia per la democrazia. Ma in molti si sono dimenticati di considerare l’operazione Bakun, l’operazione cioè messa in campo qualche mese fa dal sindaco polacco di Przemysl che con la forza di un’immagine e di una maglietta ha messo Salvini di fronte al suo passato, inchiodandolo.

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