cosa prevedeva la dottrina del fondatore dell’Eni- Corriere.it

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha rilanciato l’idea di un piano Mattei per l’Africa, in cui l’atteggiamento dell’Italia e dell’Europa non deve essere predatorio, ma collaborativo e rispettoso dei reciproci interessi. Ma cosa prevedeva la dottrina del fondatore dell’Eni? Il presidente dell’Eni tra la fine degli anni ‘50 e gli inizi degli anni ‘60 offr condizioni molto vantaggiose ai paesi africani produttori di gas e petrolio, con l’intento di rafforzare la sua azienda e sottrarli allo sfruttamento delle Sette sorelle, espressione usata da Mattei per indicare le compagnie petrolifere multinazionali, come la statunitensi Exxon, Mobil, Texaco, Standard oil of California (Socal), Gulf oil, l’anglo-olandese Royal Dutch Shell e la britannica British petroleum, che fino alla crisi petrolifera hanno avuto un ruolo dominante sul mercato del greggio. A detta di Mattei, queste compagnie erano abituate a considerare i mercati di consumo come riserve di caccia per la loro politica monopolistica. Il presidente dell’Eni decise invece di cambiare paradigma, garantendo agli Stati africani la maggior parte degli introiti e superando la regola in vigore fino ad allora di una divisione del 50 e 50 tra compagnie petrolifere e Paesi produttori.

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