«Corte Costituzionale obbligata a rispettare il Parlamento. Mafia, legittimo avere leggi più severe»- Corriere.it

di Giovanni Bianconi

Il presidente Giuliano Amato dopo il nuovo rinvio della Corte sull’ergastolo ostativo

A trent’anni dalle stragi di mafia che indussero governo e Parlamento a varare il cosiddetto ergastolo ostativo — cioè il divieto di liberazione condizionale per gli affiliati alla criminalità organizzata che non si pentono e non collaborano con la giustizia — la Corte costituzionale ha evitato di cancellare una norma già dichiarata incostituzionale un anno fa, concedendo alle Camere altri sei mesi per portare a termine la riforma.

Presidente Amato, vi hanno accusato di avere tradito le attese dei detenuti, in ossequio ai partiti inadempienti.

«Io comprendo le reazioni e i punti di vista di tutti, ma alle Corti tocca essere equilibrate. Qui si tratta di bilanciare da un lato la tutela dei diritti delle persone in relazione ai presupposti per chiedere l’accesso ai benefici penitenziari, dall’altro le particolari ragioni di sicurezza che la legislazione italiana ha sempre riconosciuto in materia di mafia».

Quindi i diritti violati dei mafiosi pesano meno?

«Niente affatto. Anzi, la Corte s’è preoccupata più di chiunque altro di evitare che i condannati per reati di mafia subiscano vessazioni irragionevoli, è intervenuta su diversi aspetti…