Conte: «È all’Arezzo che sono diventato un bravo allenatore»

Antonio Conte

«All’Arezzo ho vissuto un periodo duro, ma è in quella stagione che sono diventato un bravo allenatore». Oggi pochi club potrebbero permettersi il lusso di esonerare Antonio Conte, sia per il ricco stipendio, che per la sua capacità di vincere sempre e comunque. Da calciatore e da allenatore; prima con la Juventus e poi con l’Inter, lasciata in estate con lo scudetto tra le braccia, ma anche con il Chelsea in Inghilterra. Da novembre è tornato ad allenare a Londra, sponda Tottenham, ed è stato in occasione della partita di FA Cup tra gli Spurs e il Morecambe (squadra di terza serie inglese, battuta 3-1 in rimonta) che nel fine settimana ha ricordato l’inizio della sua carriera da tecnico, quando ancora doveva dimostrare tutto.

L’esonero

«Una stagione — ha raccontato alla stampa inglese — in cui sono stato esonerato dopo nove partite, per poi essere richiamato quando ne mancavano dodici o tredici. E nonostante un’importante penalizzazione iniziale (sei punti, una conseguenza di Calciopoli, ndr) avremmo potuto ottenere la salvezza all’ultima gara. Certo, per me è stato un momento duro, ma è proprio in quella stagione e per via di quelle difficoltà che sono diventato un vero allenatore». È il 2006 e dopo un’esperienza da vice…