Conte: “Abbiamo un piede fuori dal governo Draghi. Il Pd? Niente diktat”

La segretaria all’ingresso: “Accomodatevi, tra poco vi chiamiamo”. Sala d’attesa, tipo dal dentista. Ma è la sede del M5s. Prima entrano le agenzie di stampa, poi toccherà ai quotidiani. Sono le 15.30. L’incontro con Mario Draghi è terminato da un paio d’ore. Risultato: Giuseppe Conte e il M5s non strappano nemmeno questa volta, voteranno la fiducia,  “ma serve discontinuità”. Battuta velenosa di una deputata grillina: “Per noi è sempre l’ora delle decisioni revocabili”. Dunque adesso Conte deve raddrizzare la rotta. Subito.  Mostrare i muscoli. Dire “che ormai lui e la comunità del M5s si sentono già con un piede fuori dal governo”. E’ nervoso. Scusi presidente, la chiamano il leader dei penultimatum. Urlo gotico: “Ma cosa  dice! Mi porti esempi tangibili, tiri fuori le mie dichiarazioni!”.  

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