«Con Salvini non ho un rapporto conflittuale. A scuola e in famiglia in Veneto ho imparato a odiare il razzismo»- Corriere.it

di Aldo Cazzullo

Il Presidente della Regione Veneto: Accoglienza per i migranti. Basta con le battaglie di retroguardia su coppie gay e fine vita

L

uca Zaia, qual è il suo primo ricordo?


«I profumi delle stagioni. Il fieno, le vacche, il pelo dei cavalli, il latte, le ciliegie che rubavamo. E le vinacce con cui si faceva la grappa».

Famiglia contadina?

«No. Mia madre Carmela era casalinga, mio padre Giuseppe, detto Beppo, aveva un’officina. Ho cominciato ad aiutarlo a sei anni e lui mi ha sempre dato la paghetta. Sono stato un bravo meccanico: ancora oggi, se la mia macchina si fermasse, saprei aggiustarla da solo. Tutte le altre famiglie del paese erano contadine».

Quale paese?

«Bibano, frazione di Godega Sant’Urbano, sinistra Piave. Era un tempo lento, scandito da ritmi antichi. Si pranzava a mezzogiorno, i contadini andavano a rivoltare il fieno, poi arrivava il momento di dormire: la pennichella. Scendeva un silenzio totale, si sentivano solo le cicale. Una sensazione che ho ritrovato solo con il lock-down. La natura ci insegnava tutto: la nascita, la vita, la morte… e anche l’educazione sessuale».

L’educazione sessuale?

«Diciamo che alla fatidica domanda “come nascono i bambini?” avevamo già la risposta da conigli, polli,…