Con chi sta la Cgil alle elezioni del 25 settembre?

La prudenza di Landini sul voto innervosisce il sindacato. Parla Emilio Miceli, segretario confederale: “Non siamo mai stati indifferenti, soprattutto di fronte a una cultura regressiva che può andare al governo”

Ricorda Emilio Miceli, segretario confederale della Cgil, che nel 1993 Bruno Trentin, all’epoca leader di Corso Italia, di fronte al rischio che un esponente della destra diventasse sindaco di Roma prese una netta posizione contro Gianfranco Fini: “Credo sia stata la sola volta in cui la Cgil ha dato una precisa indicazione, proprio perché di fronte a una situazione grave”. Il sottotesto è che anche stavolta, di fronte al rischio di una destra a Palazzo Chigi, la Cgil avrebbe dovuto esporsi di più e non limitarsi, come ha fatto Maurizio Landini, a un appello ad andare alle urne? “Il problema – dice Miceli –  non sono le cose che non dici ma quelle che affermi. Nessuno ci costringe a un’indicazione di voto, ma nemmeno ci si aspetta da noi che si dica ‘non diamo indicazioni’”. 

   
 Il primo luglio, del resto, Landini aveva mostrato “da che parte sta la Cgil”, convocando una riunione con tutti gli esponenti dell’area progressista, da Letta a Calenda, Conte e Rifondazione comunista, per discutere dei…