Codacons vs Fedez, ecco la sentenza che ha dato ragione al rapper

“L’apprezzamento della effettiva offensività di determinate espressioni non può essere effettuato in via astratta, ma deve tener conto del contesto entro il quale avviene la comunicazione. Una espressione volgare, resa da un soggetto quale Fedez, aduso alle provocazioni, implica indubbiamente un ‘effetto d’urto’ più limitato di quelle che comporterebbe se proveniente da personaggio solitamente composto ed autorevole”. E’ uno dei passaggi chiave della sentenza del Tribunale di Roma, di cui l’Adnkronos ha preso visione, che ha rigettato la richiesta di risarcimento in sede civile avanzata dal Codacons nei confronti di Fedez, accusato dall’associazione di averla diffamata attraverso una serie di affermazioni sui social.

“All’interno di un canale social gestito da un personaggio pubblico di tale natura -si legge nella sentenza del giudice della XVIII sezione civile, Cecilia Pratesi- ove abitualmente è in uso un linguaggio informale, si adoperano immagini ad effetto, le espressioni utilizzate – proprio perché volutamente eccessive – perdono in certo senso di potenza, e conseguentemente la loro portata offensiva affievolisce, perché un insulto, pronunciato in un contesto di tale natura, non è effettivamente idoneo a provocare un serio…