Cingolani in trincea: “Il price cap dobbiamo farlo prima del cambio di governo”

Le trattative di Bruxelles viste con l’occhio del ministro della Transizione. La scelta di rifiutare il compromesso, le tensioni con la Germania. Ora toccherà all’Italia elaborare una simulazione del nuovo sistema di mercato europeo del gas, con un tetto su tutto il gas importato via tubo. Ecco come dovrebbe funzionare

Provarci ancora. E ancora. Perché “uno spiraglio c’è”: e per tenerlo aperto è servita un’ora e più di discussione non proprio pacata, a Bruxelles. Sono le nove e venti del mattino, quando Roberto Cingolani fa rapporto a Mario Draghi. La strategia del ministro della Transizione energetica e dei suoi omologhi europei è quella concordata: “Insistere”. E siccome nelle sue ragioni deve crederci davvero, Cingolani, e siccome crede che vada tolto ogni alibi ai nordici, alla fine accetta di addossarsi un estremo tentativo: sarà l’Italia a elaborare una simulazione della  riforma del mercato del gas, e lo farà a nome del fronte dei 15 paesi favorevoli, per sottoporla alla Commissione. Il tutto, in tempo utile per il Consiglio europeo del 7 ottobre, quello decisivo.

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