“Cieca violenza e metodo mafioso”


CRONACA



Raid Roxy bar, Cassazione: Cieca violenza e metodo mafioso


La “pretesa di essere serviti prima degli altri avventori”, “la cieca, gratuita, selvaggia violenza con la quale si era inteso punire la donna (presa brutalmente a cinghiate, calci e schiaffeggiata) che aveva osato contraddirli, così come “l’affermazione che in zona ‘comannavano’ loro” sono solo alcune delle motivazioni con cui i giudici della Seconda sezione penale della Cassazione hanno confermato lo scorso 2 luglio le condanne per Alfredo Di Silvio (4 anni e 10 mesi) e per il nonno Enrico (3 anni e 2 mesi), per il raid e l’aggressione al Roxy bar avvenuta l’1 aprile 2018.


I giudici sottolineano anche “il carattere di deviante ‘esemplarità’ delle reazioni – assolutamente spropositate – all’indirizzo dei malcapitati che in un modo o nell’altro si erano permessi di fronteggiarli”. A conferma dell’aggravante del metodo mafioso, scrivono i giudici di piazza Cavour, c’è poi “il timore palesato dagli altri sei o sette avventori presenti, che si erano ben guardati dal prestare aiuto alla donna che veniva ripetutamente frustata e picchiata, e che trova razionale…