Chi sono gli ultimi resistenti dell’acciaieria Azovstal- Corriere.it

Assediati da più di due mesi. Il nonno del comandante combattè contro i russi nel 1939

Le barbe lunghe, i volti provati, braccia e gambe insanguinate. Da due mesi barricati in quello che è diventato un simbolo per l’intera Ucraina. Il baluardo di una città che combatte e resiste.

Mariupol e le acciaierie Azovstal, la barriera che i russi non riescono ad abbattere. Un paio di migliaia di ragazzi in mimetica, militari dell’esercito ucraino e uomini del reggimento Azov
, chiacchierato per le simpatie per l’ultra destra.

L’uomo che li guida, Denis Prokopenko
, premiato nel 2019 da Volodymyr Zelensky, aveva rifiutato il saluto militare al presidente ucraino. «Ai civili non è concesso», spiegò, ma la polemica divampò. Oggi sono diventate le due figure guida di un intero Paese. Eroi, quasi loro malgrado. «Difficilmente salgono in superficie, vanno solo in montagna per trovare cibo e acqua. Il più delle volte restano seduti nei bunker. Sono pessimisti, perché non c’è quasi speranza di salvezza. Si stanno preparando per l’ultima battaglia perché non credono in una soluzione diplomatica». La moglie di Prokopenko, Kateryna, ricevuta da papa Francesco, pochi giorni fa. Insieme a Yulia, moglie di un altro combattente dell’acciaieria assediata, Arseniy…