«C’è il trasformista Brachetti nel mio Barbiere» di Salisburgo»- Corriere.it

di Valerio Cappelli

Il celebre tenore debutta nel festival come regista: «Ho creato il personaggio di un clown accanto a Bartoli. Dopo due operazioni alle corde vocali ho reinventato la mia carriera ed è il momento più bello della mia vita»




SALISBURGO La seconda vita di Rolando Villazón, oggi, ha una tappa importante: debutta come regista al Festival di Salisburgo. L’opera è Il Barbiere di Siviglia, «la più rappresentata al mondo con 700 recite all’anno», ricorda il tenore messicano. E’ stato il partner di Anna Netrebko, la coppia d’oro lanciata a Salisburgo, nel 2005, con La Traviata «di» Willy Decker.

E’ un Rossini italianissimo nel cast: diretti da Gianluca Capuano, Nicola Alaimo, Ildebrando D’Arcangelo, Alessandro Corbelli e la «regina» Cecilia Bartoli, che a Villazón ha suggerito di spingere sulla Commedia dell’arte. «Uno dei miracoli è di rendere irresistibilmente simpatici i personaggi negativi. Si parla molto di denaro e poco di amore». Siamo tra artificio e travestimento, Rolando ha inventato un personaggio inedito: «Un clown, un mimo reso da Arturo Brachetti, presente dall’inizio alla fine. Ho pensato a Pirandello, è in cerca d’autore, ed entra nel film». Quale film? «Mi sono ispirato a La Rosa purpurea del…