Caro Pd, ma dov’è lo scandalo se il Cav. si candida al Colle?

Nell’introduzione del bel libro che ha curato e che raccoglie alcune riflessioni di Iginio Ariemma, un dirigente politico e un’analista acutissimo che ha denunciato in vari libri la crisi progettuale della sinistra post-comunista, la moglie Luciana Azzalone ricorda che il “concetto politico filosofico” sul quale Iginio ha insistito sino agli ultimi giorni della sua vita è stato: “La libertà viene prima”, frase lapidaria di Bruno Trentin. “Libertà, uguaglianza sono valori assoluti, ma l’uguaglianza deriva dalla libertà. La libertà è la progenitrice della sinistra. Non c’è sinistra senza libertà. E’ il valore assoluto da cui dipendono tutti gli altri… La libertà viene prima, come abbiamo fatto a non capirlo!”. 

Non sarebbe male tenerlo a mente. Anche perché, come ha spiegato Rocco Ronchi in un formidabile saggio pubblicato sulla rivista Doppiozero, anche il populismo si radica nel terreno della moderna metafisica della libertà. La libertà è una sua parola d’ordine, che risuona nel suo appello alla sovranità (“padroni in casa propria!”) e perfino negli appelli deliranti dei No vax. Da questo punto di vista è un fenomeno squisitamente “moderno”. La modernità è stata, infatti, segnata in modo inequivocabile dalla rivendicazione…