Cancro ovarico, farmaco triplica sopravvivenza libera da malattia

Più di 2 anni, 2 anni e 24 giorni per la precisione, senza che il cancro progredisca. Con un rischio più che dimezzato di avere una ricaduta o di morire. Buone notizie per le donne con un carcinoma ovarico, l’ottavo tumore più comune nella popolazione femminile mondiale, che in Italia fa registrare 5.200 nuove diagnosi all’anno, specie dopo i 40 anni. ‘Prime’, uno studio indipendente di fase 3 condotto in Cina, ha analizzato le evidenze su niraparib, Parp-inibitore targato Gsk, approvato in Italia per “il trattamento di mantenimento in prima linea e in monoterapia per pazienti con carcinoma ovarico epiteliale di alto grado avanzato, alle tube di Falloppio o peritoneale primario, in risposta completa o parziale dopo chemioterapia a base di sali di platino”, ricorda l’azienda. Si tratta, sottolinea, del “primo farmaco di questa classe indicato come trattamento di mantenimento in prima linea per tutte le pazienti, indipendentemente dalla presenza di specifiche mutazioni”.

Nelle donne che hanno ricevuto il farmaco – emerge dallo studio – la sopravvivenza libera da progressione (Progression Free Survival-Pfs) è stata pari a 24,8 mesi, praticamente triplicata rispetto alla Pfs delle donne che hanno ricevuto placebo (8,3 mesi). Significa…