BPCO, cambia l’approccio. Due broncodilatatori la nuova terapia standard Agenzia di stampa Italpress

VERONA (ITALPRESS) – BPCO, se non è una rivoluzione poco ci manca. E’ la storia della medicina e della scienza in generale: alla scoperta scientifica, ad un nuovo farmaco, fa poi il paio la real life, che insegna, aggiusta in corsa e poi diventa pratica clinica. E’ successo pochi giorni fa con il nuovo report GOLD (Global Initiative on Obstructive Lung Diseases), il documento più importante per la diagnosi, la prevenzione e il trattamento della BPCO. Periodicamente vengono aggiornate da un comitato scientifico internazionale in base alle nuove evidenze e adottate poi dalle principali società scientifiche del settore.
Andiamo subito al punto. Cosa c’è di nuovo? In primo luogo – dicono le GOLD, facendo riferimento ai risultati dello studio EMAX (Early MAXimisation of brochodilatation for improving COPD stability) – per controllare la patologia occorre iniziare con la doppia broncodilatazione, l’associazione tra LAMA e LABA, combinazione che diventa terapia di mantenimento. Ovviamente il quadro va modificato in caso di presenza di quantità elevate di eosinofili nel sangue. Un numero superiore a 300 suggerisce di passare alla triplice terapia, aggiungendo cioè ai LABA LAMA anche l’ICS, il corticosteroide. Rispetto al passato non viene più considerato, o…