Bonelli & Fratoianni guardano Letta con occhi di volpe. E già pensano al M5s

Altro che tigri. Si guardano con gli occhi di volpe. “Ci trattano come caricature, come quelli che la sparano grossa, invece…”. Pausa. “Anzi, a proposito sul nucleare sfido Carlo Calenda del quarto polo: non sa di cosa parla”. Poi sempre Angelo Bonelli, leader rigenerato di Europa Verde, si ferma. E  fissa il compare Nicola Fratoianni, capopopolo di Sinistra italiana, l’altra ruota della bicicletta rossoverde alleata con il Pd.  “Sarò in prima fila a guardarti”. In un hotel alle spalle di piazza San Silvestro, pieno centro  di Roma, la coppia che provoca più attacchi al Pd sembra divertirsi. Perfettamente calata nel ruolo di guastatori. Hanno idee note su Ucraina, Nato e Mario Draghi. “Tanto con il Pd è un’alleanza elettorale”, ripetono più volte. Lasciando spazio a una chiara malizia: il 26 settembre saluteranno Enrico Letta e molto probabilmente cercheranno convergenze con il M5s. “Perché no?”, insinua Bonelli.

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