Bonaccini è pronto alla discesa in campo, ma la sinistra del Pd non s’arrende e studia chi candidare

Affidarsi a Elly Schlein è escluso, benché questa sia una candidatura che piace molto ai media. L’ipotesi che si fa largo tra i dem più radicali è quella di mettere in pista comunque un candidato e tentare la sorte, magari facendo affidamento sull’apporto di Articolo 1. Il più gettonato in questo senso è il ministro del Lavoro Andrea Orlando

A piccoli passi Stefano Bonaccini si prepara alla sua discesa in campo per la segreteria del Partito democratico. Tra i dirigenti  dem c’è ancora chi è convinto (e spera) che alla fine il presidente dell’Emilia Romagna non compia l’ultimo passo. Nell’aera dem, quella che fa capo a Dario Franceschini, e in un pezzo marginale della sinistra interna più di uno pronostica che alla fine il governatore non si candiderà alla successione a Enrico Letta. Ma la verità è che sia lui che la sua squadra sono mesi che lavorano a questo obiettivo ed è assai difficile che vi rinuncino. Anche l’ipotesi di sbarrargli il passo mettendo in pista una candidatura di Dario Nardella sembra destinata a fallire. Il sindaco di Firenze ha fatto sapere allo stesso “governatore” che nel caso lui scendesse in campo non ostacolerebbe la sua candidatura mettendosi di traverso. Lo stesso ragionamento che ha…