Bimba caduta dal balcone, il compagno della madre: “Era come una figlia”

Carabinieri polizia forze dell’ordine photocredit pixabay

Per me quella bambina era come una figlia. Mi sento in colpa, non sono stato attento“, dice A. M., 32enne di origini marocchine. L’uomo piange disperato davanti agli inquirenti, che ora lo accusano della morte della piccola Fatima, figlia della sua compagna.

L’ipotesi di reato a suo carico è quella di omicidio volontario con dolo eventuale.

«Ciao piccola, ora gioca felice con gli altri angeli. Rimarrai sempre nei nostri cuori», recita un biglietto lasciato sul luogo della tragedia.

Intanto, Stefania, dipendente di una panetteria il cui retro si affaccia sullo sul della palazzina da cui la piccola è precipitata, racconta: “Avevo appena finito il mio turno, stavo svuotando il secchio d’acqua per le pulizie fuori, come faccio ogni sera. Ho sentito un uomo parlare una lingua straniera e una donna che gli rispondeva in italiano; sembrava una discussione, non un litigio. Poi sono rientrata e ho sentito come un boato, come il tonfo di una cassa d’acqua che cade dall’alto. Sono uscita per dire loro di abbassare la voce e quando ho aperto la porta ho visto la bambina a terra, che respirava a fatica e ho subito chiamato i soccorsi“.

La ragazza è subito corsa a riparare la piccola dal freddo con la sua…