Big Tech si fa la guerra per conquistare il ricco cloud del Pentagono

C’è stato un periodo, precisamente dal 2004 al 2018, in cui Google ha avuto un motto diventato col tempo leggendario: “Don’t be evil”, non essere cattivo. La frase ha una storia lunga e altrettanto lunga è la lista di possibile interpretazioni che ciascun dipendente gli ha dato. Pochi anni fa, comunque, il motto è stato rimosso e sostituito da una frase più vaga e “corporate”. Sempre nel 2018, ma forse è una coincidenza, Google bloccò all’ultimo momento un accordo con l’esercito americano grazie al quale avrebbe cominciato a partecipare a “Project Maven”, in cui si usavano le intelligenze artificiali per analizzare i video registrati dai droni. Il motivo del dietrofront? Le proteste dei dipendenti, che si richiamarono al celebre motto e spinsero l’azienda a ripensarci.

 

Sono passati tre anni e i giganti Big Tech hanno sempre meno difficoltà a collaborare con l’esercito e il dipartimento della Difesa. In questi giorni, si sta decidendo un bando militare cruciale: si chiama “Joint Warfighter Cloud Capability” ma fino a pochi mesi fa era noto come “Joint Enterprise Defense Infrastructure”, o Jedi. Il vecchio Jedi era un affare da dieci miliardi di dollari nell’arco di dieci anni in cui il vincitore si aggiudicava la gestione…