“Belleggia lo colpì con calcio senza pietà”

(Dall’inviata Silvia Mancinelli) – “Aspetto questo momento da un anno e due mesi, non vedo l’ora di rispondere a tutte le domande”. Inizia così, nell’aula della Corte di Assise del Tribunale di Frosinone, la deposizione di Gabriele Bianchi, imputato insieme al fratello Marco, a Mario Pincarelli e a Francesco Belleggia per l’omicidio si Willy Monteiro Duarte.

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Non ho colpito Willy, ma ho spinto e dato un calcio al petto a Samuele Cenciarelli. Me ne vergogno, e chiedo scusa a lui e alla sua famiglia. Ma quando sono arrivato e ho visto che guardava fisso Omar e mio fratello, temendo potesse colpirli, gli ho sferrato un calcio al petto, facendolo finire contro una macchina” dice Gabriele Bianchi, secondo a deporre davanti al pm Francesco Brando.

“Cenciarelli ha indietreggiato, non ha risposto al colpo e anzi ha detto che non c’entrava niente – aggiunge – A quel punto mi sono bloccato e ho realizzato che non avrebbe colpito Omar o mio fratello, ho capito che avevo sbagliato. Michele (Cerquozzi, ndr) mi ha strattonato afferrandomi alle spalle per la camicia, urlava di smettere e mi sono vergognato di avergli dato il calcio”.

“Siamo stati accusati dalla feccia di Colleferro che, davanti alle telecamere,…