“Basta con il Pd incolore. Non consegnerò il partito a nessuno”. Parla Goffredo Bettini

Goffredo Bettini, si dice che i libri si scrivano per liberarsi. Il suo ha come titolo “A sinistra. Da capo”. Vuole liberarsi dalla maldicenza che sarà lei a consegnare il Pd a Giuseppe Conte? “La mia autonomia politica nei confronti di Conte è forte. È totale”. I rapporti sono cambiati? “I rapporti unitari tra Pd e M5s si sono incrinati, e aggiungo, brutalmente dopo la caduta del governo Draghi. La cordialità umana resta. Politicamente, e penso alla decisione di correre in solitaria nel Lazio, Conte potrà dare qualche soddisfazione al suo partito ma finirà per rafforzare il governo di centrodestra. Una strategia inutilizzabile”. Bettini, dicono ancora, è l’Andreotti di sinistra. “Vogliono che taccia”. Cosa invidiano? “La mia durata. Io sono ancora qui. Io resto”. Bettini è dunque “la forma delle cose di sinistra”?  “Il mio desiderio di pensare la politica sarà insopprimibile”.

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