attorno all’agenda Draghi parte la corsa del centro- Corriere.it

di Francesco Verderami

L’addio del ministro Gelmini prelude ad un’emorragia di parlamentari azzurri di area moderata. Potrebbero andare a costruire il centro con Renzi e Calenda

Draghi lascia la scena, ma in campagna elettorale il suo nome sar quello pi citato. Persino il profilo delle coalizioni sar influenzato dagli effetti del suo governo, e dal modo in cui finito. Insomma Draghi c’ anche se non c’ gi pi. E proprio perch la figura del premier agli occhi dei partiti stava progressivamente assumendo un carattere politico, il centrodestra ha sfruttato l’apertura della crisi provocata da M5S per puntare alle urne ed evitare di venir destrutturato dall’azione di palazzo Chigi. Gi l’altro ieri si erano visti i prodromi della manovra: al vertice da Berlusconi — dove non erano stati invitati i ministri di Forza Italia — i tentativi di mediazione di Gianni Letta erano stati respinti. E ieri il Cavaliere ha risposto al telefono a Draghi solo a operazione completata. Tatticamente si tratta di una mossa “di scuola”, che consente ai tre leader di compattarsi, di presentarsi uniti alle future elezioni e di impedire che la temuta “mutazione montiana” del premier si completi.

In realt il centrodestra gi oggi paga un costo per la sua scelta. L’addio del…